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Trevi. Nel cuore dell'Umbria

Titolo: Trevi. Nel cuore dell'Umbria
Autore: Enrico Caracciolo (Traduzione: Stana Nezval)
Prezzo di copertina: € 9,90
Dati: maggio 2015, 96 pagine, brossura, copertina in 2 versioni
Editore: Ediciclo (Collana: Le Guide di Viatoribus)
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Trevi, Umbria extravergine - Trevi sembra non stancarsi mai di girare intorno alla sua collina e regala al viaggiatore frettoloso e distratto, che percorre la via Flaminia, un colpo d’occhio indimenticabile. Le case sono pietre saldamente ancorate al collo di una terra che guarda dall’alto l’operosa valle umbra. Più in basso la via Flaminia corre al passo con i tempi, bevendosi in pochi minuti un fazzoletto d’Umbria che ha molte cose da raccontare. I libri di storia parlano di un’antica civitas d’epoca imperiale, nobilitata da importanti edifici monumentali, e di una brillante città rinascimentale, fervente di attività commerciali al punto che era nota come “il porto secco”. Chiese, torri e palazzi disegnano il profilo nobile di Trevi, ma il monumento più affascinante non è di pietra e ha un’anima millenaria: è l’Olivo di Sant’Emiliano, immortale prodigio della natura che guarda il mondo dall’alto dei suoi 1700 anni e affonda nella terra di Bovara un tronco dal perimetro di ben nove metri. Intorno a Trevi un tappeto d’argento di oltre duecentomila olivi si distende su colline che fuggono dal tempo e aprono la porta verso l’antica civiltà dell’olio. Il bacino del Mediterraneo è la culla di questa civiltà e quasi ovunque in Italia, dalla Puglia al Lazio, dalla Toscana alla Liguria, si produce ottimo olio extravergine. Da queste parti, però, ci sono strade, luoghi e persone che costituiscono un percorso privilegiato per chi ama viaggiare alla scoperta di un mondo ancora autentico. Se è vero che viaggiare attraverso le culture minori della nostra penisola non significa fare la collezione di chilometri e souvenir, ma vivere certe esperienze ecco l’occasione per un piccolo grande viaggio nella civiltà dell’olivo, che comincia raccogliendo olive e finisce davanti a un’indimenticabile bruschetta. Questa dimensione impone spostamenti lenti, dunque non esitate a lasciare a riposo la vostra auto e i ritmi frenetici della moderna Flaminia. Più in alto, sui monti che proteggono il cuore dell’Umbria, si viaggia molto lentamente, a piedi o in bicicletta. La strada che si arrampica verso Trevi sembra voler respingere i turisti frettolosi. I sentieri che vanno a scoprire le colline trevane, da Manciano a Pigge, sono ben noti a camminatori e pellegrini che ogni anno affidano alle proprie scarpe tempi e modi di spostamento sulle vie dei santuari terapeutici. Il vero turismo religioso, se per tale s’intende il modo di viaggiare che arricchisce la propria anima, si fa su questi sentieri silenziosi. Lungo il Sentiero degli Olivi e il Cammino francescano si assapora l’essenza dell’Umbria, quella più vera e meno conosciuta dove una passeggiata, una dormita ricca di sogni, una cena romantica, una semplice bruschetta (sempre lei...) hanno il sapore di una preghiera. Luoghi e sentieri, artisti e artigiani, culture e colture. Trevi è una storia da vivere senza fretta, incontrando e ascoltando uomini e donne che costituiscono l’anima del luogo. Agricoltori, artisti, artigiani che scrivono storie e racconti col proprio ingegno e con mani sapienti. Un piccolo viaggio per grandi emozioni, lontani dai luoghi comuni, dove l’Italia è ancora autentica.